Dadi, carte e pianeti

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Da Oggiscienza, 30 giugno 2017

Il fascino dello spazio è una colonna portante della fantascienza e si rispecchia nei tanti “stranimondi” che esploriamo con questa rubrica: romanzi, film, fumetti, serie tv, giochi. E proprio su questi ultimi ci soffermeremo oggi. Non tutti i giochi però: lasciamo da parte giochi di ruolo e videogiochi, di cui parleremo un’altra volta, e ci concentreremo sui giochi da tavolo, fra i quali spiccano alcuni titoli molto interessanti, non solo dal punto di vista ludico ma anche da quello scientifico.

S.P.A.C.E.

Non si può non cominciare da un gioco tutto italiano, realizzato da Marco Garavaglia e Post Scriptum in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). S.P.A.C.E. è un gioco di carte in cui i giocatori, nei panni di diverse agenzie spaziali, devono esplorare il Sistema Solare, mandare le loro sonde sui diversi pianeti, partecipare alla realizzazione della Stazione Spaziale Internazionale e ostacolare i progressi dei rivali, in modo da accumulare più prestigio di loro. S.P.A.C.E. è un gioco rapido da imparare e da giocare, che offre diverse strategie per fare punti, consente una buona interazione e, soprattutto, incoraggia i giocatori a scoprire qualcosa sui diversi pianeti – temperatura, massa, numero di satelliti… – per poter usare alcune carte. Un modo efficace per trasmettere informazioni evitando l’approccio didascalico. Non a caso insieme alle istruzioni c’è anche un atlante compatto del Sistema Solare, per chi volesse approfondire. Peccato solo che i testi, sia delle carte sia del manuale, siano molto piccoli e di faticosa lettura.

1969

Altro gioco tutto italiano, dagli sviluppatori all’illustratrice, fino all’editore che l’ha pubblicato. Realizzato da Aureliano Buonfino, Andrea Crespi, Lorenzo Silva e Lorenzo Tucci Sorrentino, illustrato da Giulia Ghigini e pubblicato da Cranio Creations, 1969 è un gioco che ripropone la corsa allo spazio fra cinque superpotenze – USA, URSS, Canada, Germania e Francia – fra il 1963 e il 1969. I giocatori dovranno investire le loro risorse per acquisire scienziati di diversa fama e bravura, assegnarli a diversi incarichi e svolgere diverse esercitazioni, via via più complesse, finché non saranno pronti per tentare la missione più difficile: quella lunare. Ovviamente, mentre ciascuno sviluppa il proprio programma spaziale, gli altri non stanno a guardare. Reclutare spie e interferire con le missioni altrui è infatti fondamentale per diventare la nazione più prestigiosa nella corsa allo spazio. Gestionale leggero e di durata contenuta, semplice da spiegare ma con una discreta profondità strategica e, soprattutto, un alto livello di interazione fra i giocatori.

Apollo XIII

Uno degli autori di 1969, Andrea Crespi, è tornato a occuparsi di storia e spazio con Apollo XIII, gioco del 2015 che consente ai giocatori di rivivere tutte le fasi di una delle più famose missioni spaziali, che ha ispirato film e inciso nell’immaginario collettivo la frase “Houston, abbiamo un problema”. Apollo XIII è un cooperativo, cioè un gioco nel quale i giocatori devono collaborare per fronteggiare le sfide poste da una serie di carte che, in questo caso, scandiscono le diverse fasi della missione, dalla preparazione della missione al lancio. Sfide molto impegnative, poiché serve l’esperienza di più partite, unita anche a un pizzico di fortuna nella pesca delle carte, per riuscire a riportare sulla Terra Lovell, Swigert e Haise. Le condizioni di salute fisica e psichica dei tre astronauti sono alcuni dei parametri che i giocatori dovranno costantemente sorvegliare, man mano che la partita procede e la crisi si fa sempre più complessa. Gli eventi delle carte sono tutti realmente avvenuti e questo, unito all’alto livello di difficoltà, contribuisce a rendere molto efficace l’ambientazione del gioco, che riesce a trasmettere il crescente senso di tensione di fronte all’accumularsi di problemi e guasti, mentre la lucidità degli astronauti inizia a vacillare.

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