Perché i giochi di ruolo sono stati (e sono ancora) un’avanguardia culturale

Da Wired, 13 aprile 2017

Chiunque abbia mai giocato a un gioco di ruolo è stato in una stanza profonda. Quel luogo nel quale prendono forma mondi fantastici, che esistono nell’immaginario condiviso dai partecipanti, seduti attorno a un tavolo, fra manuali e schede, dadi e matite. Quel luogo dal quale si entra nel dungeon, termine che non può essere tradotto perché “solo quella parola va a formare ciò che ci si attende da quel buco in terra immaginaria: un diagramma di flusso fatto di stanze e porte e trappole, passaggi segreti e mostri e scale, pozzi e sepolcri, predelle e statue (a volte anche inanimate), tane, fiumi sotterranei, tesori: insomma, l’avventura”.

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Tracce epigenetiche fra ambiente e cultura

Da Pikaia, 13 marzo 2017

Ci sono molti fattori che influenzano l’incidenza delle malattie: lo status socioeconomico, la dieta, lo stile di vita, l’ambiente in cui si vive. Fra i tanti, anche l’etnia a cui si appartiene ha un peso nel determinare la sensibilità di una persona a certe patologie di origine genetica. Per esempio, il morbo di Tay–Sachs è molto più frequente fra gli ebrei ashkenaziti e i franco-canadesi del Quebec, l’anemia falciforme è più diffusa fra le popolazioni originarie dell’Africa sub-sahariana (ma anche dell’America latina, dell’India, dell’Arabia Saudita e dell’area mediterranea), mentre la fibrosi cistica colpisce un europeo su 2.500 ma solo un asiatico su 90.000.

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Dei, alieni o microrganismi? Le tante facce di Asgard

Da Oggiscienza, 14 febbraio 2017

Slanciate torri dorate, architetture futuristiche, navi volanti e cannoni, questa è la Asgard cui ci ha abituato la Marvel. O, più precisamente, il Marvel Cinematic Universe (MCU), cioè l’universo condiviso che raccoglie le avventure cinematografiche degli Avengers e le serie televisive dedicate a Daredevil, S.H.I.E.L.D., Jessica Jones, Il Punitore e via dicendo.

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La matematica degli ornamenti animali

Da Pikaia, 16 gennaio 2016

La vistosa e sgargiante coda del pavone è senza dubbio un ottimo strumento per catturare l’attenzione. Delle femmine, dei fotografi affascinati da tanta bellezza, ma anche dei predatori. E una coda del genere potrebbe essere di intralcio durante una fuga precipitosa (anche se questa idea è stata recentemente messa in dubbio).

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