Il punto della situazione – Maggio 2016

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È un esperimento e come tale potrebbe non funzionare. Nasce dalla voglia di fare il punto della situazione, la mia situazione, riassumendo quello che sto facendo e magari provando a tracciare una linea attraverso le varie attività cui mi dedico. Un filo – che per me sarà rigorosamente grigio, piuttosto che rosso – ad accomunarle. Essendo questo blog anche uno strumento lavorativo, questo è anche un modo per mantenerlo vivo, al di là dei repost di articoli, e per aggiornare periodicamente le mie attività. Casomai qualcuno morisse dalla voglia di sapere cosa sto combinando.

Detto ciò, cosa ho fatto questo mese? Tanto per cominciare, ho aggiunto la mia mail ai contatti qui a destra. L’ho fatto perché di recente una persona che non era su Facebook e Twitter voleva contattarmi per questioni lavorative e l’unico modo che ha trovato per farlo è stato passare da Anobii. Il che mi ha fatto pensare che potesse essere utile rendermi un po’ più facile da rintracciare.

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Valutare la ricerca: indicatori, revisori e open access

Da Oggiscienza, 27 maggio 2016

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Ogni forma di investimento richiede un’analisi dei costi richiesti e dei benefici che possono essere ottenuti. Ciò è possibile tramite un processo di valutazione in grado di stimare il raggiungimento di determinati obiettivi, e l’impatto a medio e lungo termine dell’attività su cui si vuole investire. Nell’ambito della ricerca, la valutazione ricopre un ruolo fondamentale poiché consente di organizzare e gestire gli investimenti in base ai risultati conseguiti e alle ricadute in termini di conoscenze, innovazione e applicazioni. Valutare la ricerca significa stabilire norme e criteri per misurare la quantità ed esprimere giudizi sulla qualità di una produzione scientifica.

Ma come si svolge, in pratica, questo processo?

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Statistiche e previsioni. La matematica scende in campo

Da Oggiscienza, 25 maggio 2016

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Oltre a essere un giocatore di scacchi di alto livello, Arpad Emrick Elo era anche un professore di fisica. La United States Chess Federation (USCF) di cui era membro aveva qualche difficoltà con i sistemi di classificazione numerica dei giocatori nei tornei scacchistici e lui si mise a studiare un nuovo modello, che avesse delle basi statistiche più solide dei precedenti. Nacque così l’Elo rating system, che ebbe un successo tale da venir adottato dalla Federazione Internazionale degli Scacchi a partire dal 1970, per poi venir riutilizzato in svariati tipi di competizioni a più giocatori, dai videogiochi (World of Warcraft, League of Legends) al basket.

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