Super batteri e zanzare mutanti: la resistenza ai farmaci è una minaccia in continua evoluzione

Da Esquire, 27 maggio 2018

“Ciò che non uccide, fortifica”. Una frase che Nietzsche usava riferendosi alla malattia mortale della morale, ma che di sicuro si adatta bene anche a molti parassiti e microbi. Per esempio, i pidocchi; pare infatti che i trattamenti finora usati per eliminarli non siano più efficaci, tanto che negli Stati Uniti si parla di superpidocchi e si moltiplicano i centri specializzati nella loro rimozione meccanica, manuale.

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Gli agenti CIA sono addestrati con un gioco da tavolo

Da Esquire, 17 aprile 2018

David Clopper è un analista dell’Ufficio Programmi Strategici della CIA con 16 anni di esperienza in operazioni di intelligence. Nel 2017, al festival di cinema, musica e tecnologia South by Southwest (SXSW) che si tiene a Austin, Texas, ha parlato del suo incarico di addestratore in ambiti come la raccolta di informazioni e l’analisi politica in situazioni complesse, rivelando uno dei metodi che usa per istruire i funzionari dell’agenzia. Li fa giocare.

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De Nigrae Pestis Ludum

Da Wired, 9 aprile 2018

Nel Quattordicesimo secolo, un borgo viene colpito dalla peste nera che sta dilagando in Europa e alcuni abili cerusici intervengono per fermare il contagio. Peccato che ciascuno di loro abbia un diverso approccio alla medicina e, soprattutto, un’etica piuttosto discutibile. Pur di diventare i più illustri curatori della zona, questi medici dalle maschere a becco colme di spezie non esiteranno a interferire con l’attività dei rivali, sabotandoli in ogni modo. Questa è l’idea centrale di 1347 – De Nigrae Pestis Ludum, il gioco da tavolo di Feudalesimo e libertà, il finto partito politico nato su Facebook, dove conta più di 620mila fan, che propone il ritorno al feudalesimo e inneggia al Sacro Romano Impero.

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La fine della ragione

Da Wired, 9 febbraio 2018

Il nuovo fumetto di Roberto Recchioni si intitola La fine della ragione ed è uno dei prodotti di punta della neonata Feltrinelli Comics curata da Tito Faraci. È ambientato in un’Italia di un futuro prossimo – la cui società è regredita dopo una ribellione e la successiva guerra civile – e rientra a tutti gli effetti nel genere letterario del pamphlet. È una presa di posizione forte, una reazione di pancia, sentita e impetuosa. È un fumetto riuscito, raccontato in maniera intensa e incisiva, che in certi punti avrebbe potuto osare di più dal punto di vista grafico e che è destinato a suscitare polemiche. È narrato da Asso, l’alter-ego cinico e disturbante dell’autore. “La via del fumettista è la morte” proclama nella prima vignetta, katana in mano e sigaretta in bocca. Affidando a lui la narrazione Recchioni mette fin da subito le cose in chiaro: questo fumetto non va per il sottile.

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