Storie e giochi di Scienza

È ufficiale. Sono fra i docenti del Master in comunicazione della scienza della Sissa. A fine novembre infatti terrò un corso di due giorni su quello che probabilmente è il mio argomento preferito: gli intrecci fra scienza e le più disparate forme di narrativa, dai romanzi al cinema, dai giochi ai fumetti, fino alle serie tv.

Ci sono mille cose da dire su questo argomento e sto ancora selezionando i titoli da citare e le tematiche da approfondire. Di certo non voglio limitarmi all’uso di film o fumetti come strumento divulgativo, secondo il format “la scienza di…”. Non perché non sia interessante (anzi), ma perché credo che ci siano anche molti altri aspetti da esplorare su questo tema.

Come ho scritto anche nella descrizione del corso, “anche il modo in cui scienza e scienziati vengono raccontati offre molte chiavi di lettura per analizzare la percezione dei temi scientifici, e le paure e le speranze che essi suscitano”. Per non parlare di quell’enorme settore che è la gamification, talmente grande che inviterò un esperto per aiutarmi a esplorarlo.

Tanta carne al fuoco, insomma. E non vedo l’ora di iniziare.

Mostri, ragazzini e nostalgia. Stranger Things

Da Oggiscienza, 14 settembre 2016

strangerthingsLa pausa estiva è finita e noi di Stranimondi siamo pronti per tornare a parlare di romanzi, film, fumetti e serie televisive, e della scienza che in essi è coinvolta. E non potevamo che riprendere con Stranger Things, la serie uscita a metà luglio su Netflix e rapidamente diventata il successo dell’estate (e non solo). Di cosa parla? Di una tranquilla cittadina americana, di un gruppo di ragazzini appassionati di giochi di ruolo e di una base governativa nella quale vengono condotti strani esperimenti. Finché la sparizione di uno dei ragazzi e la comparsa di una strana bambina non mettono in moto una serie di eventi che coinvolgono giovani e adulti, costringendoli a confrontarsi con una minaccia sovrannaturale.

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Il punto della situazione – Giugno 2016

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Anche questo mese l’ho cominciato parlando di antenati. Su Pikaia, ovviamente, dove ho riportato i risultati di uno studio pubblicato su Nature, che ha fornito una nuova panoramica sui movimenti migratori di Homo sapiens fra i 45.000 e i 7.000 anni fa, cioè prima, durante e dopo l’ultima glaciazione.

L’11 giugno è uscito un articolo cui tengo molto, un po’ perché segna la ripresa della mia collaborazione con Pagina99, e un po’ perché il tema era “scienza e storie”. Che, casomai non ve ne foste accorti, mi intriga abbastanza. La scusa era l’uscita di un libro di Andrea Gentile – La scienza delle serie tv – che mi è piaciuto e mi ha dato spunti per buttar lì una riflessione sul perché ci sia sempre più scienza nelle storie che ci circondano, anche in generi solitamente poco attenti alla plausibilità scientifica come il fantasy.

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Statistiche e previsioni. La matematica scende in campo

Da Oggiscienza, 25 maggio 2016

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Oltre a essere un giocatore di scacchi di alto livello, Arpad Emrick Elo era anche un professore di fisica. La United States Chess Federation (USCF) di cui era membro aveva qualche difficoltà con i sistemi di classificazione numerica dei giocatori nei tornei scacchistici e lui si mise a studiare un nuovo modello, che avesse delle basi statistiche più solide dei precedenti. Nacque così l’Elo rating system, che ebbe un successo tale da venir adottato dalla Federazione Internazionale degli Scacchi a partire dal 1970, per poi venir riutilizzato in svariati tipi di competizioni a più giocatori, dai videogiochi (World of Warcraft, League of Legends) al basket.

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