La fanciulla e il drago. Scienza e fantasy nella divulgazione di Licia Troisi

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Da Oggiscienza, 15 maggio 2019

Un drago che protende gli artigli e una supereroina dalla chioma infuocata campeggiano sulla copertina di The Stellar Issue, l’ultimo numero di Comics & Science – il progetto di divulgazione scientifica a fumetti del CNR e dello studio Symmaceo – interamente dedicato ai misteri del cosmo.

The Stellar Issue contiene alcuni articoli divulgativi scritti da scienziati e ricercatori, e una serie di strisce e vignette di fumettisti come Davide La Rosa, Mario Natangelo e Walter Leoni, ma il cuore dell’albo è il fumetto La fanciulla e il drago, scritta da Licia Troisi, autrice fantasy di grande successo nonché astrofisica e divulgatrice, che mescola elementi scientifici, suggestioni magiche e toni supereroistici per raccontare l’origine di una stella. Abbiamo incontrato la scrittrice al Salone del Libro di Torino e ne abbiamo approfittato per chiederle come mai – al di là della sua passione per draghi ed eroi – abbia scelto un approccio mitologico per fare divulgazione scientifica.

“Secondo me il mito è stato il primo strumento che l’uomo ha usato per spiegare il mondo, una sorta di proto-scienza quando la scienza ancora non esisteva. Per questo mi ispirava l’idea di raccontare in maniera mitologica un evento scientifico”, risponde Troisi a OggiScienza. “Il che spiega anche perché la protagonista sia una supereroina, visto che i supereroi sono una forma di mitologia contemporanea”.

L’approccio supereroistico è sottolineato anche da uno stile grafico che deve molto al fumetto americano; sia il disegnatore Alessandro Micelli che l’autore dello storyboard Carmine Di Giandomenico hanno esplicitamente citato Jack Kirby come fonte di ispirazione.

Perché far incontrare scienza e fantasy?

L’accostamento fra scienza e fantasy può sembrare curioso visto che – nonostante molti esempi che dimostrano il contrario – di solito questi due mondi vengono percepiti come incompatibili, anche da membri autorevoli dell’uno e dell’altro. “Il fatto di scrivere fantasy non mi ha mai messo in difficoltà nell’ambito accademico, dove sono sempre stata ben accolta. A parte alcuni personaggi particolarmente rigidi e fissati, ho sempre visto molto interesse per la fantasia e la creatività nella comunità scientifica”, ha commentato Troisi. “Nel mondo del fantasy forse c’è un po’ più resistenza perché scienza e magia sono considerate inconciliabili, quando in realtà anche in un’ambientazione ricca di elementi sovrannaturali c’è bisogno di una logica molto solida, perché tu autore non puoi contravvenire alle regole interne del mondo che hai creato. E questo, in fondo, è un aspetto scientifico”.

La protagonista de La fanciulla e il drago, prima di diventare una supereroina, era una scienziata che osservava le stelle e che aveva intuito l’esistenza di una catastrofe incombente, ma i cui avvertimenti non erano stati ascoltati da nessuno – difficile non cogliere un riferimento al cambiamento climatico. Troisi ha sempre incentrato le sue storie su protagoniste forti ma è anche consapevole dei tanti stereotipi di genere ancora imperanti. “Purtroppo viviamo in un mondo dove spesso alle ragazze viene detto che se sei femmina certe cose non le puoi fare. Ci sono anche scienziati secondo i quali le donne sono più portate per i lavori di cura o per il pensiero astratto. Per questo credo sia importante offrire modelli femminili che infrangono questi schemi mentali, come Capitan Marvel o la Rey di Star Wars”, ha spiegato Troisi, secondo la quale molti degli stereotipi di genere e delle caratteristiche che associamo ai maschi o alle femmine in fondo sono più che altro costruzioni sociali.

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