Letture del mese – Luglio 2018

The steel remains di Richard Morgan si è confermato un librone. Oltre a quello che avevo già scritto il mese scorso aggiungo un finale denso, con il giusto equilibrio fra l’epica fantasy e la sua rilettura in chiave anti-eroica: c’è lo scontro decisivo fra chi difende un mondo e chi lo invade, c’è il culmine di un crescendo di tensione costruito per quattrocento pagine, ma c’è anche l’ambiguità di personaggi imperfetti e tutti, in un modo o nell’altro, fratturati.

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Letture del mese – Giugno 2018

Nonostante il lavoro che faccio, non ho mai avuto una gran disciplina nella scrittura e sono molto affascinato dai tarocchi, tant’è che l’unica volta che sono riuscito a scrivere un romanzo ho usato proprio gli arcani maggiori per strutturarne la storia e la scansione in capitoli. Ecco perché mi sono lasciato tentare da Scrittura e tarocchi, un agile e ben fatto manuale di Davide Mana sull’uso dei tarocchi come strumento narrativo che contiene alcuni esercizi e una piccola guida all’interpretazione delle carte, sempre finalizzata allo scrivere. Confesso di non aver ancora provato gli esercizi (per quel problema della disciplina di cui sopra), ma già solo leggerli è interessante perché ciascuno di essi smonta e analizza le diverse fasi della creazione di una storia o di un personaggio per poi associarle a diverse pescate di carte. E lo studio di questi aspetti narrativi è sempre utile.

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La magia ha bisogno di regole?

Da Oggiscienza, 30 maggio 2018

La magia è uno degli elementi chiave della narrativa fantasy. Può essere più o meno diffusa, vista con sospetto o ammirazione, un dono innato o una capacità acquisibile con studio e impegno. Le sue manifestazioni e applicazioni cambiano a seconda del mondo immaginario in cui si è immersi.

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Letture del mese – Maggio 2018

Ho finito Come non scrivere di Claudio Giunta e confermo l’impressione iniziale. Aggiungo che ha nutrito e incoraggiato la mia passione per uno dei momenti più belli della scrittura: quello in cui prendi forbici e lima, e aggredisci quello che hai scritto eliminando il superfluo. Non sempre ti riesce, ma quando ce la fai la soddisfazione è massima.

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