Letture in corso – Gennaio 2019

Sì, lo so, non avevo mai letto nulla di Fruttero e Lucentini, ed è grave. Ho recuperato con La donna della domenica, che è una vera e propria bomba. Sì, lo so, ho detto un’ovvietà, ora argomento: a conquistarmi è stato il modo in cui quei due ti fanno entrare nei pensieri e nelle sensazioni dei diversi personaggi, mostrandoti le cose da diversi punti di vista, raffigurando la complessità e rendendola affascinante. Un approccio che si rivela particolarmente adatto per rappresentare l’intrico di non detti, cortesie, ossequi, finte, accenni e ritirate di cui si compone la torinesità, vera protagonista del romanzo. Il tutto con un’ironia dosata e affilata al punto giusto. È così bello perdersi nell’intreccio di voci, che siano quelle dei protagonisti o di semplici comparse, tanto che alla fine scoprire il colpevole è quasi secondario, visto che il delitto è soprattutto l’occasione per tenere in piedi l’impalcatura delle suddette voci.

Dialoghi è un fumetto scritto e disegnato da Clifford V. Johnson, professore di fisica e astronomia nonché consulente scientifico per film e serie tv come Agent Carter, Lost, Thor: Ragnarok, Avengers: Infinity War, Star Trek: Discovery (la notizia qui è che Thor: Ragnarok avesse bisogno di un consulente scientifico). Come si evince dal titolo, si basa sullo strumento del dialogo, gronda fisica da tutte le parti e non è sempre facile da seguire, ma l’idea su cui è costruito è molto interessante, tanto che presto ne scriverò un articolo più dettagliato.

Letture del mese – Novembre/dicembre 2018

Con House of dreams, The night of the salamander, The pyramid of Krakow e The phantom in the maze, ho letto tutti i racconti finora usciti della serie The Mongolian Wizard di Swanwick. Nonostante qualche calo negli ultimi, il livello è sempre buono e l’affresco di una guerra moderna intrisa di controspionaggio magico che l’autore, racconto dopo racconto, compone, è davvero interessante.

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Letture del mese – Agosto 2018

Pirati non-morti, Barbanera, il vudù, la Fontana della Giovinezza. No, non sto parlando del quarto film dei Pirati dei Caraibi ma del libro da cui è stato – molto liberamente – tratto (e che ha anche ispirato la serie di Monkey Island): Mari stregati, di Tim Powers, le cui atmosfere sono parecchio diverse da quelle scanzonate dei film e surrealmente comiche dei videogiochi. Anche per questo spiace vedere Jack Sparrow sulla copertina dell’edizione italiana, perché davvero non c’entra nulla. Comunque, il libro è coinvolgente e ben scritto, arrivato a metà perde qualche colpo e Powers forza un po’ la trama per riportare il tutto in carreggiata, mentre il finale è forse un po’ troppo ingarbugliato. Però i personaggi non sono male, soprattutto i tre antagonisti, e la storia è molto avventurosa.

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La fine della ragione

Da Wired, 9 febbraio 2018

Il nuovo fumetto di Roberto Recchioni si intitola La fine della ragione ed è uno dei prodotti di punta della neonata Feltrinelli Comics curata da Tito Faraci. È ambientato in un’Italia di un futuro prossimo – la cui società è regredita dopo una ribellione e la successiva guerra civile – e rientra a tutti gli effetti nel genere letterario del pamphlet. È una presa di posizione forte, una reazione di pancia, sentita e impetuosa. È un fumetto riuscito, raccontato in maniera intensa e incisiva, che in certi punti avrebbe potuto osare di più dal punto di vista grafico e che è destinato a suscitare polemiche. È narrato da Asso, l’alter-ego cinico e disturbante dell’autore. “La via del fumettista è la morte” proclama nella prima vignetta, katana in mano e sigaretta in bocca. Affidando a lui la narrazione Recchioni mette fin da subito le cose in chiaro: questo fumetto non va per il sottile.

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