La divulgazione scientifica? Ha la forma della graphic novel

Da Esquire Italia, 3 marzo 2019

Per strada o nei caffè, nel proprio ufficio o in un film, sulla metropolitana o nella sala d’attesa del medico, i dialoghi sono ovunque. Ne siamo circondati, ci siamo costantemente immersi. In alcuni siamo protagonisti, in altri semplici comparse, in altri ancora spettatori occasionali. A chi non è capitato di cogliere frammenti di dialogo in un luogo pubblico? Le due persone sedute al tavolino accanto, oppure quel tale che parla a gran voce al telefono sul treno.

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Letture in corso – Gennaio 2019

Sì, lo so, non avevo mai letto nulla di Fruttero e Lucentini, ed è grave. Ho recuperato con La donna della domenica, che è una vera e propria bomba. Sì, lo so, ho detto un’ovvietà, ora argomento: a conquistarmi è stato il modo in cui quei due ti fanno entrare nei pensieri e nelle sensazioni dei diversi personaggi, mostrandoti le cose da diversi punti di vista, raffigurando la complessità e rendendola affascinante. Un approccio che si rivela particolarmente adatto per rappresentare l’intrico di non detti, cortesie, ossequi, finte, accenni e ritirate di cui si compone la torinesità, vera protagonista del romanzo. Il tutto con un’ironia dosata e affilata al punto giusto. È così bello perdersi nell’intreccio di voci, che siano quelle dei protagonisti o di semplici comparse, tanto che alla fine scoprire il colpevole è quasi secondario, visto che il delitto è soprattutto l’occasione per tenere in piedi l’impalcatura delle suddette voci.

Dialoghi è un fumetto scritto e disegnato da Clifford V. Johnson, professore di fisica e astronomia nonché consulente scientifico per film e serie tv come Agent Carter, Lost, Thor: Ragnarok, Avengers: Infinity War, Star Trek: Discovery (la notizia qui è che Thor: Ragnarok avesse bisogno di un consulente scientifico). Come si evince dal titolo, si basa sullo strumento del dialogo, gronda fisica da tutte le parti e non è sempre facile da seguire, ma l’idea su cui è costruito è molto interessante, tanto che presto ne scriverò un articolo più dettagliato.

Carte, donne e scienza

Da Oggiscienza, 10 ottobre 2018

Lise Meitner fu allieva e assistente di Max Planck (che di solito respingeva tutte le donne che volevano seguire le sue lezioni), fu la prima donna a diventare professoressa di fisica in Germania e, insieme a Otto Hahn, guidò il gruppo di scienziati che scoprirono la fissione nucleare dell’uranio. Ma fu solo quest’ultimo a vincere il Nobel nel 1944 per questa scoperta. Alice Ball, prima donna afroamericana a laurearsi all’Università delle Hawaii, a soli 23 anni sviluppò un trattamento iniettabile molto efficace contro la lebbra ma morì l’anno successivo. Il suo lavoro venne continuato da Arthur Dean, presidente della stessa Università, che pubblicò i risultati prendendosene tutto il merito.

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Una storia di trasformazione e autodistruzione

Da Oggiscienza, 4 aprile 2018

Più di due anni fa vi avevamo parlato di un luogo con tutte le carte in regola per far parte degli Stranimondi della nostra rubrica: l’Area X inventata dallo scrittore americano Jeff VanderMeer. Oggi torniamo a parlarne perché Alex Garland – sceneggiatore di film come Sunshine e Non lasciarmi, scrittore di videogiochi e regista dell’acclamato Ex Machina – ha tratto un film dal primo romanzo della trilogia dedicata all’Area X.

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