Letture del mese – Agosto 2018

Pirati non-morti, Barbanera, il vudù, la Fontana della Giovinezza. No, non sto parlando del quarto film dei Pirati dei Caraibi ma del libro da cui è stato – molto liberamente – tratto (e che ha anche ispirato la serie di Monkey Island): Mari stregati, di Tim Powers, le cui atmosfere sono parecchio diverse da quelle scanzonate dei film e surrealmente comiche dei videogiochi. Anche per questo spiace vedere Jack Sparrow sulla copertina dell’edizione italiana, perché davvero non c’entra nulla. Comunque, il libro è coinvolgente e ben scritto, arrivato a metà perde qualche colpo e Powers forza un po’ la trama per riportare il tutto in carreggiata, mentre il finale è forse un po’ troppo ingarbugliato. Però i personaggi non sono male, soprattutto i tre antagonisti, e la storia è molto avventurosa.

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Letture del mese – Luglio 2018

The steel remains di Richard Morgan si è confermato un librone. Oltre a quello che avevo già scritto il mese scorso aggiungo un finale denso, con il giusto equilibrio fra l’epica fantasy e la sua rilettura in chiave anti-eroica: c’è lo scontro decisivo fra chi difende un mondo e chi lo invade, c’è il culmine di un crescendo di tensione costruito per quattrocento pagine, ma c’è anche l’ambiguità di personaggi imperfetti e tutti, in un modo o nell’altro, fratturati.

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L’incredibile storia dei polpi venuti dallo spazio

Da Esquire, 3 luglio 2018

Secondo gli scienziati, i polpi sono forme di vita aliene le cui uova sono giunte sulla Terra milioni di anni fa tramite i meteoriti. Non è una bufala creata apposta per acchiappare click, né tantomeno il tema di un racconto di Lovecraft. È una notizia vera, innescata da un vero articolo scientifico, firmato da più di trenta scienziati provenienti da tutto il mondo e pubblicato a marzo su Progress in Biophysics & Molecular Biology.

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Letture del mese – Giugno 2018

Nonostante il lavoro che faccio, non ho mai avuto una gran disciplina nella scrittura e sono molto affascinato dai tarocchi, tant’è che l’unica volta che sono riuscito a scrivere un romanzo ho usato proprio gli arcani maggiori per strutturarne la storia e la scansione in capitoli. Ecco perché mi sono lasciato tentare da Scrittura e tarocchi, un agile e ben fatto manuale di Davide Mana sull’uso dei tarocchi come strumento narrativo che contiene alcuni esercizi e una piccola guida all’interpretazione delle carte, sempre finalizzata allo scrivere. Confesso di non aver ancora provato gli esercizi (per quel problema della disciplina di cui sopra), ma già solo leggerli è interessante perché ciascuno di essi smonta e analizza le diverse fasi della creazione di una storia o di un personaggio per poi associarle a diverse pescate di carte. E lo studio di questi aspetti narrativi è sempre utile.

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