Mostri, ragazzini e nostalgia. Stranger Things

Da Oggiscienza, 14 settembre 2016

strangerthingsLa pausa estiva è finita e noi di Stranimondi siamo pronti per tornare a parlare di romanzi, film, fumetti e serie televisive, e della scienza che in essi è coinvolta. E non potevamo che riprendere con Stranger Things, la serie uscita a metà luglio su Netflix e rapidamente diventata il successo dell’estate (e non solo). Di cosa parla? Di una tranquilla cittadina americana, di un gruppo di ragazzini appassionati di giochi di ruolo e di una base governativa nella quale vengono condotti strani esperimenti. Finché la sparizione di uno dei ragazzi e la comparsa di una strana bambina non mettono in moto una serie di eventi che coinvolgono giovani e adulti, costringendoli a confrontarsi con una minaccia sovrannaturale.

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Il multiverso di Coherence

A ottobre, Oggiscienza ha ospitato uno speciale sulla scienza nella fantascienza e mi hanno chiesto di scrivere qualcosa. Io mi sono fatto prendere la mano e ho prodotto un po’ di roba, che ora ripropongo qui. Il quinto pezzo è la recensione di Coherence, di James Ward Byrkit, premiato al festival della fantascienza di Trieste.

McGuffin?

Una cometa, otto personaggi e il gatto di Schrödinger. Questi, insieme a una buona dose di bravura, gli ingredienti con cui James Ward Byrkit ha confezionato Coherence, film di fantascienza low-budget che si è aggiudicato il premio Wonderland al Trieste Science+Fiction.

Quattro coppie di amici si ritrovano per una cena. Si abbracciano, scherzano, e si scambiano aneddoti come fa chi si conosce da tempo e ha condiviso molto. Sullo sfondo, accennato e commentato con vaga curiosità dai protagonisti, c’è il passaggio di una cometa, più vicina del solito al nostro pianeta. Nonostante qualche momento di nervosismo e l’affiorare di qualche rimpianto, la cena procede e crea nello spettatore quella tensione da evento imminente che dà ritmo a tutto il film.

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